Il client di posta è la causa dei tuoi problemi 2018-05-28T08:25:37+00:00

LA CAUSA DEI PROBLEMI ORGANIZZATIVI?

IL TUO CLIENT DI POSTA!

Outlook, Gmail, Mozilla Thunderbird e simili sono il vero problema della tua organizzazione.
Non ci credi?

LA CAUSA DEI PROBLEMI ORGANIZZATIVI?

IL TUO CLIENT DI POSTA

Outlook, Gmail, Mozilla Thunderbird e simili sono il vero problema della tua organizzazione. Non ci credi?

marco firma 500px 150x150 Il client di posta è la causa dei tuoi problemi

Sono Marco Bettin e da 20 anni mi occupo di organizzazione aziendale.

Non ce l’ho con nessuno dei client di posta che ho appena citato: sono tutti ben fatti e  funzionali, ma devi renderti conto che sono il vero problema della tua organizzazione. Ti spiego il perchè

IL CLIENT E’ IL MIGLIOR AMICO DEI TUOI COLLABORATORI

Il client di posta è in assoluto il miglior amico di ogni tuo collaboratore: è facile da usare, permette a tutti, con grande flessibilità, di organizzare le informazioni (sottocartelle, tag, categorie, “segna come da leggere”, ecc.), adattandosi perfettamente all’interpretazione organizzativa dell’utente.

Nessun altro strumento riceve le stesse attenzioni: hai provato ad investire in un CRM, in uno strumento di collaborazione, in un strumento per la gestione dei progetti? Esattamente con un ospite indesiderato, viene trascurato. Nessun collaboratore si ritaglia del tempo per utilizzare le sue funzioni. Pensa, è statisticamente provato che un impiegato trascorre 15 ore alla settimana leggendo e scrivendo e-mail: dove trova il tempo per il nuovo ospite?

TI DÀ UN SACCO DI LAVORO INUTILE

All’aumentare del numero dei collaboratori, esponenzialmente cresce anche il numero di e-mail che ricevi. La colpa è ancora dell’amico client di posta e della malefica funzione “CC” (Copia Conoscenza) che, sempre di più, assume il significato di Corto Circuito organizzativo. In qualunque modo si decida di usarla, essa costituisce un problema. Se vuoi essere informato di quello che succede, ricevi vagonate di e-mail dove perdi ore solo per capire se devi farci qualcosa o meno. Se invece chiedi di non usare la funzione “CC”, resti completamente fuori dalla scena: non sei in grado di capire che diavolo stia succedendo nella tua impresa.

GENERA CONFUSIONE

Molti imprenditori non si danno pace nel capire come organizzare le cose da fare dei collaboratori. Non potendo inserire strumenti esterni di to-do-list, l’unico modo che rimane è inoltrare e-mail evidenziando, con la giusta enfasi, il grado di urgenza e l’attività da svolgere. Sarà poi la diligenza del collaboratore che permetterà di creare una lista di cose da fare ordinata per priorità. Per essere certo che tutto sia sotto controllo, all’imprenditore non resta altro che organizzare innumerevoli riunioni o supervisionare continuamente l’attività svolta da ogni singolo collaboratore.

È UN POZZO DI INFORMAZIONI

Ogni azienda è fatta di processi che devono necessariamente avanzare per poter giungere alla conclusione. Lo stato di avanzamento sta nelle e-mail che ci scambiamo per averne traccia. 

Tralasciando il fatto che molti dati diventano doppi, tripli, quadrupli a causa delle azioni di inoltro, dobbiamo essere consapevoli che queste informazioni non sono nel database centrale dell’azienda, non sono analizzabili, non sono consultabili da più persone: sono in una specie di pozzo (la casella di posta appunto) dove possiamo cercarle chiedendo al nostro amico client, purché ci ricordiamo qualche parola chiave che permetta di risalirne al contenuto, nella speranza che non siano state cancellate.

È LO STRUMENTO MENO SICURO AL MONDO

Parliamo di GDPR, di privacy, di sicurezza informatica: un sacco di concetti sacrosanti, certo, ma non consideriamo che lo strumento più insicuro al mondo è il client di posta! Nelle e-mail sono contenuti numeri di telefono, dati personali e particolari, accordi, contratti ecc., che semplicemente “giacciono” nella casella di posta. 

Molte sono le pericolosissime azioni che un malaugurato può intraprendere: copiando dal proprio PC aziendale il file “.pst” su una chiavetta USB, può appropriarsi di anni di storia di quella casella, esattamente come posso fare configurando un account lavorativo (di cui mi sono state fornite username e password) su Outlook nel mio PC di casa.

Allo stesso modo basta un “canc” per cancellare una e-mail sui diversi PC aziendali. E quanti utenti stanno visualizzando quella e-mail? Se installo su molti PC il client della stessa casella, l’utente è all’oscuro di quanti siano i visualizzatori, cosa talmente indigesta al GDPR che l’ha resa sanzionabile con multe che partono da circa centomila euro (!). 

Non parliamo poi di virus ricevuti via e-mail che vanno a devastare la rete aziendale, o l’invio automatico che il nostro amico client svolge se infettato, cosa che può compromettere  il rapporto con clienti e fornitori.

Sono Marco Bettin e da 20 anni mi occupo di organizzazione aziendale.

Non ce l’ho con nessuno dei client di posta che ho appena citato: sono tutti ben fatti e  funzionali, ma devi renderti conto che sono il vero problema della tua organizzazione. Ti spiego il perchè

IL CLIENT E’ IL MIGLIOR AMICO
DEI TUOI COLLABORATORI

Il client di posta è in assoluto il miglior amico di ogni tuo collaboratore: è facile da usare, permette a tutti, con grande flessibilità, di organizzare le informazioni (sottocartelle, tag, categorie, “segna come da leggere”, ecc.), adattandosi perfettamente all’interpretazione organizzativa dell’utente.

Nessun altro strumento riceve le stesse attenzioni: hai provato ad investire in un CRM, in uno strumento di collaborazione, in uno strumento per la gestione dei progetti? Esattamente con un ospite indesiderato, viene trascurato. Nessun collaboratore si ritaglia del tempo per utilizzare le sue funzioni. Pensa, è statisticamente provato che un impiegato trascorre 15 ore alla settimana leggendo e scrivendo e-mail: dove lo trova il tempo per il nuovo ospite?

TI DÀ UN SACCO DI LAVORO INUTILE

All’aumentare del numero dei collaboratori, esponenzialmente cresce anche il numero di e-mail che ricevi. La colpa è ancora dell’amico client di posta e della malefica funzione “CC” (Copia Conoscenza) che, sempre di più, assume il significato di Corto Circuito organizzativo. In qualunque modo si decida di usarla, essa costituisce un problema. Se vuoi essere informato di quello che succede, ricevi migliaia di e-mail dove perdi ore solo per capire se devi farci qualcosa o no. Se invece chiedi di non usare la funzione “CC”, resti completamente fuori dalla scena: non sei in grado di capire che diavolo stia succedendo nella tua impresa.

GENERA CONFUSIONE

Molti imprenditori non si danno pace nel capire come organizzare le cose da fare dei collaboratori. Non potendo inserire strumenti esterni di to-do-list, l’unico modo che rimane è inoltrare email evidenziando, con la giusta enfasi, il grado di urgenza e l’attività da svolgere. Sarà poi la diligenza del collaboratore che permetterà di creare una lista di cose da fare ordinata per priorità. Per essere certo che tutto sia sotto controllo, all’imprenditore non resta altro che organizzare innumerevoli riunioni o supervisionare continuamente l’attività svolta da ogni singolo collaboratore.

È UN POZZO DI INFORMAZIONI

Ogni azienda è fatta di processi che devono necessariamente avanzare per poter giungere alla conclusione. Lo stato di avanzamento sta nelle e-mail che ci scambiamo per averne traccia. 

Tralasciando il fatto che molti dati diventano doppi, tripli, quadrupli a causa delle azioni di inoltro, dobbiamo essere consapevoli che queste informazioni non sono nel database centrale dell’azienda, non sono analizzabili, non sono consultabili da più persone: sono in una specie di pozzo (la casella di posta appunto) dove possiamo cercarle chiedendo al nostro client, purché ci ricordiamo qualche parola chiave che permetta di risalirne al contenuto, nella speranza che non siano state cancellate.

È LO STRUMENTO MENO SICURO AL MONDO

Parliamo di GDPR, di privacy, di sicurezza informatica: un sacco di concetti sacrosanti, certo, ma non consideriamo che lo strumento più insicuro al mondo è il client di posta! Nelle e-mail sono contenuti numeri di telefono, dati personali e particolari, accordi, contratti ecc., che semplicemente “giacciono” nella casella di posta. 

Molte sono le pericolosissime azioni che un malaugurato può intraprendere: copiando dal proprio PC aziendale il file “.pst” su una chiavetta USB, può appropriarsi di anni di storia di quella casella, esattamente come posso fare configurando un account lavorativo (di cui mi sono state fornite username e password) su Outlook nel mio PC di casa.

Inoltre, basta un “canc” per cancellare un’e-mail sui diversi PC aziendali. E quanti utenti stanno visualizzando quella e-mail? Se installo su molti PC il client della stessa casella, l’utente è all’oscuro di quanti siano i visualizzatori, cosa talmente indigesta al GDPR che l’ha resa sanzionabile con multe che partono (!) da centomila euro. 

Non parliamo poi di virus ricevuti via e-mail che vanno a devastare la rete aziendale, o l’invio automatico che il nostro amico client svolge se infettato, cosa che può compromettere  il rapporto con clienti e fornitori.

CI SONO VOLUTI 20 ANNI..

..MEGLIO TARDI CHE MAI!

Lo ammetto: ci abbiamo messo 20 anni per trovare una soluzione a questo problema ma, come dice un famoso detto, meglio tardi che mai. Non mi riferisco alle suite di strumenti che Google o Microsoft mettono a disposizione, ovvero una combriccola di tools ancora capitanata dall’amico client.

Parlo di uno strumento che si camuffa da client di posta ma che al suo interno supera tutti i limiti appena descritti.

Si chiama Tweppy e credo sia giusto venga descritto dai tuoi colleghi imprenditori.

Vuoi avere una dimostrazione gratuita di ciò che Tweppy è in grado di fare? 

PRENOTA UNA DEMO

CI SONO VOLUTI 20 ANNI..
..MEGLIO TARDI CHE MAI!

Lo ammetto: ci abbiamo messo 20 anni per trovare una soluzione a questo problema ma, come dice un famoso detto, meglio tardi che mai. Non mi riferisco alle suite di strumenti che Google o Microsoft mettono a disposizione, ovvero una combriccola di tools ancora capitanata dall’amico client.

Parlo di uno strumento che si camuffa da client di posta ma che al suo interno supera tutti i limiti appena descritti.

Si chiama Tweppy e credo sia giusto venga descritto dai tuoi colleghi imprenditori.

Vuoi avere una dimostrazione gratuita di ciò che Tweppy è in grado di fare? 

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