Pensa al giorno in cui sei uscito dalla camera di commercio con la tua nuova partita iva.
Quei 13 caratteri alfanumerici contenevano una chiara visione del tuo futuro: oltre alla soddisfazione economica e personale, pregustavi il brivido di andare al cinema di mercoledì pomeriggio, in barba agli sfigati da cartellino.

Pensavi che avresti potuto andare alle recite dei tuoi figli senza dover elemosinare il permesso a nessuno, oppure prendere l’aereo in base allo sghiribizzo di una voglia impulsiva, alla faccia della turnazione ferie tra colleghi. Immaginavi che avresti finalmente avuto la libertà di organizzare il tuo tempo e calibrare il tuo sforzo.
E’ successo? Probabilmente no.

Lo scenario più probabile è che tu ti sia ridotto ad essere lo schiavo dei tuoi dipendenti: loro alle 17.30 staccano, e vanno a vedere le recite dei figli ed il film del mercoledì. Invece rimani a farti crescere la barba davanti al computer, subendo le urla telefoniche di tua moglie perché non sei mai a casa. Manco fossi andato al cinema.

Sei inchiodato alla scrivania, a gestire una valanga di piccoli problemi, a sedare liti tra dipendenti, ascoltare clienti incavolati che vogliono lamentarsi della tua organizzazione, risolvere rogne, dare soluzioni, accordare permessi, gestire conflitti. Tutto plana sulla tua scrivania, formando una granitica e stratificata montagna di rotture di maroni.

E pensare che le potenzialità di una piccola organizzazione sono immense: oltre ai risultati economici invidiati da aziende ben più strutturate, le micro organizzazioni possono districarsi con facilità nel mercato grazie alla snellezza delle decisioni ed alla semplicità nel gestire l’equilibrio economico finanziario.
Oltretutto, solo in una piccola organizzazione è possibile creare, sapendolo fare, un’oasi di collaborazione e operatività armoniosa, con benefici diretti sulla serenità dei rapporti di lavoro, sull’efficienza aziendale e soprattutto sulla qualità di ciò che si offre sul mercato. Sapendolo fare.

Pensa al giorno in cui sei uscito dalla camera di commercio con la tua nuova partita iva.
Quei 13 caratteri alfanumerici contenevano una chiara visione del tuo futuro: oltre alla soddisfazione economica e personale, pregustavi il brivido di andare al cinema di mercoledì pomeriggio, in barba agli sfigati da cartellino.

Pensavi che avresti potuto andare alle recite dei tuoi figli senza dover elemosinare il permesso a nessuno, oppure prendere l’aereo in base allo sghiribizzo di una voglia impulsiva, alla faccia della turnazione ferie tra colleghi. Immaginavi che avresti finalmente avuto la libertà di organizzare il tuo tempo e calibrare il tuo sforzo.
E’ successo? Probabilmente no.

Lo scenario più probabile è che tu ti sia ridotto ad essere lo schiavo dei tuoi dipendenti: loro alle 17.30 staccano, e vanno a vedere le recite dei figli ed il film del mercoledì. Invece rimani a farti crescere la barba davanti al computer, subendo le urla telefoniche di tua moglie perché non sei mai a casa. Manco fossi andato al cinema.

Sei inchiodato alla scrivania, a gestire una valanga di piccoli problemi, a sedare liti tra dipendenti, ascoltare clienti incavolati che vogliono lamentarsi della tua organizzazione, risolvere rogne, dare soluzioni, accordare permessi, gestire conflitti. Tutto plana sulla tua scrivania, formando una granitica e stratificata montagna di rotture di maroni.

E pensare che le potenzialità di una piccola organizzazione sono immense: oltre ai risultati economici invidiati da aziende ben più strutturate, le micro organizzazioni possono districarsi con facilità nel mercato grazie alla snellezza delle decisioni ed alla semplicità nel gestire l’equilibrio economico finanziario.
Oltretutto, solo in una piccola organizzazione è possibile creare, sapendolo fare, un’oasi di collaborazione e operatività armoniosa, con benefici diretti sulla serenità dei rapporti di lavoro, sull’efficienza aziendale e soprattutto sulla qualità di ciò che si offre sul mercato. Sapendolo fare.

L’imprenditore COACH

Il metodo giusto lo insegna il mondo dello sport di squadra: quando tutti i giocatori hanno chiara la strategia e condividono gli obiettivi, nutrono un forte senso di appartenenza e sacrificio, portando l’organizzazione al successo anche in assenza di veri fuoriclasse. Per raggiungere questo “mood” organizzativo, l’imprenditore deve dedicarsi meno alle “giocate da fuoriclasse” e dedicarsi maggiormente ad una gestione orchestrale della squadra, progettando ogni minimo dettaglio del sistema organizzativo.

Logiche alla base dell’organizzazione di successo

Alla base di una gestione di successo, ci sono delle strategie da conoscere ed interiorizzare, volte a rendere i propri collaboratori partecipi dell’obbiettivo aziendale e motivati nel raggiungerlo.

Il che, ovviamente, non significa condividere con loro il rischio di impresa e l’estrema propensione al sacrificio. Se l’azienda è tua, anche quelli rimarranno saldamente di tua proprietà.

Ecco gli step per rivoltare la tua piccola organizzazione come un calzino e renderla un paradiso di efficienza, lavoro organizzato e sereno, produttività ed elusione di sovraccarico (anche per il titolare):

1 – strategia chiara

Se non hai una strategia, te ne devi procurare una. La devi creare, studiare in ogni piccolo dettaglio, ragionare su ogni snodo, ogni fase del processo. Una volta definita e messa a punto, la devi propagare nell’organizzazione con ordine e sufficiente dettaglio. Ogni “contrordine” in deroga alla strategia, per gestire emergenze o situazioni “particolari”, la indebolirà creando instabilità, incertezza e stress.

2 – visione per processi

Se la strategia a cui stai pensando è qualcosa tipo “dobbiamo aumentare il fatturato del 30%”, sappi che non era questo che intendevo. La strategia non è un proclama, e nemmeno un desiderio.
E’ un piano costruito al dettaglio su chi-deve fare-cosa ed in che tempi. Una riorganizzazione dei processi aziendali quotidiani (ad esempio, chi gestisce le mail che arrivano alla casella info? In che tempi la mail deve essere gestita? ). Non basta spiegare gli intenti per sommi capi. Ognuno deve avere chiare le proprie mansioni, le priorità e la dinamica dei processi che coinvolgono più ruoli e risorse.
In questo modo non si genereranno situazioni di ambiguità ed ogni risorsa dell’organizzazione avrà chiaro “quale ritmo” dovrà tenere. In sintesi, è importante che l’imprenditore maturi una visione per processi.

3 – metodo & strumento

Don Abbondio diceva che il coraggio, se uno non ce l’ha, mica se lo può dare. Per la capacità di organizzazione è la stessa cosa: è molto difficile che i tuoi collaboratori possano organizzare autonomamente i propri flussi di lavoro e sincronizzarsi con i colleghi in modo spontaneo.
Ordine e metodo devono essere impostati dal vertice.
Per questo, spetta all’imprenditore progettare, per ogni risorsa, un ambiente di lavoro ed un metodo che permetta l’organizzazione puntuale di ogni fase della giornata lavorativa: la naturale conseguenza sarà una migliore produttività, maggiori soddisfazioni e senso di appartenenza.
Parallelamente, è necessario dotarsi del giusto strumento, che sappia essere l’adeguato supporto per la quotidianità delle risorse.

4 – misurazione dei risultati

L’essere umano, per sua natura, vive di obiettivi. All’interno dell’organizzazione, gli obiettivi devono essere chiari, costantemente misurabili, potenzialmente raggiungibili e devono considerare sia l’organizzazione nella sua interezza, sia lo specifico ruolo della risorsa.
Un’organizzazione meritocratica ed attenta alla crescita professionale dei dipendenti crea un fortissimo senso di lealtà nei confronti dell’azienda, nonché una motivazione al costante miglioramento dei risultati.
Spetta ovviamente all’imprenditore offrire mezzi e strumenti per un miglioramento continuo.

5 – gratificazione

Il riconoscimento del merito passa attraverso la premiazione del risultato. Quando un dipendente consegue una vittoria, deve essere premiato, senza guastare il momento di gloria con i “ma” o gli “anche se”.
In questi istanti di puro godimento, la risorsa sente ripagati tutti i sacrifici fatti e le mille situazioni in cui ha pensato di non farcela.
Spetta all’imprenditore progettare un sistema periodico premiante (non stiamo parlando necessariamente di denaro), che incentivi le risorse a modulare le proprie energie ed il proprio impegno per il raggiungimento del traguardo.

Siamo al tuo fianco per raggiungere il successo

Abbiamo competenze, esperienza e strumento per accompagnare te e la tua organizzazione al successo, attraverso un progetto snello ma estremamente efficace.

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Il metodo giusto lo insegna il mondo dello sport di squadra: quando tutti i giocatori hanno chiara la strategia e condividono gli obiettivi, nutrono un forte senso di appartenenza e sacrificio, portando l’organizzazione al successo anche in assenza di veri fuoriclasse. Per raggiungere questo “mood” organizzativo, l’imprenditore deve dedicarsi meno alle “giocate da fuoriclasse” e dedicarsi maggiormente ad una gestione orchestrale della squadra, progettando ogni minimo dettaglio del sistema organizzativo.

Logiche dell’organizzazione di successo

Alla base di una gestione di successo, ci sono delle strategie da conoscere ed interiorizzare, volte a rendere i propri collaboratori partecipi dell’obbiettivo aziendale e motivati nel raggiungerlo.
Il che, ovviamente, non significa condividere con loro il rischio di impresa e l’estrema propensione al sacrificio. Se l’azienda è tua, anche quelli rimarranno saldamente di tua proprietà.
Ecco gli step per rivoltare la tua piccola organizzazione come un calzino e renderla un paradiso di efficienza, lavoro organizzato e sereno, produttività ed elusione di sovraccarico (anche per il titolare):

1 – strategia chiara

Se non hai una strategia, te ne devi procurare una. La devi creare, studiare in ogni piccolo dettaglio, ragionare su ogni snodo, ogni fase del processo. Una volta definita e messa a punto, la devi propagare nell’organizzazione con ordine e sufficiente dettaglio. Ogni “contrordine” in deroga alla strategia, per gestire emergenze o situazioni “particolari”, la indebolirà creando instabilità, incertezza e stress.

2 – visione per processi

Se la strategia a cui stai pensando è qualcosa tipo “dobbiamo aumentare il fatturato del 30%”, sappi che non era questo che intendevo. La strategia non è un proclama, e nemmeno un desiderio.
E’ un piano costruito al dettaglio su chi-deve fare-cosa ed in che tempi. Una riorganizzazione dei processi aziendali quotidiani (ad esempio, chi gestisce le mail che arrivano alla casella info? In che tempi la mail deve essere gestita? ). Non basta spiegare gli intenti per sommi capi. Ognuno deve avere chiare le proprie mansioni, le priorità e la dinamica dei processi che coinvolgono più ruoli e risorse.
In questo modo non si genereranno situazioni di ambiguità ed ogni risorsa dell’organizzazione avrà chiaro “quale ritmo” dovrà tenere. In sintesi, è importante che l’imprenditore maturi una visione per processi.

3 – metodo e strumento

Don Abbondio diceva che il coraggio, se uno non cel’ha, mica se lo può dare. Per la capacità di organizzazione è la stessa cosa: è molto difficile che i tuoi collaboratori possano organizzare autonomamente i propri flussi di lavoro e sincronizzarsi con i colleghi in modo spontaneo.
Ordine e metodo devono essere impostati dal vertice.
Per questo, spetta all’imprenditore progettare, per ogni risorsa, un ambiente di lavoro ed un metodo che permetta l’organizzazione puntuale di ogni fase della giornata lavorativa: la naturale conseguenza sarà una migliore produttività, maggiori soddisfazioni e senso di appartenenza.
Parallelamente, è necessario dotarsi del giusto strumento, che sappia essere l’adeguato supporto per la quotidianità delle risorse.

4 – misurazione dei risultati

L’essere umano, per sua natura, vive di obiettivi. All’interno dell’organizzazione, gli obiettivi devono essere chiari, costantemente misurabili, potenzialmente raggiungibili e devono considerare sia l’organizzazione nella sua interezza, sia lo specifico ruolo della risorsa.
Un’organizzazione meritocratica ed attenta alla crescita professionale dei dipendenti crea un fortissimo senso di lealtà nei confronti dell’azienda, nonché una motivazione al costante miglioramento dei risultati.
Spetta ovviamente all’imprenditore offrire mezzi e strumenti per un miglioramento continuo.

5 – gratificazione

Il riconoscimento del merito passa attraverso la premiazione del risultato. Quando un dipendente consegue una vittoria, deve essere premiato, senza guastare il momento di gloria con i “ma” o gli “anche se”.
In questi istanti di puro godimento, la risorsa sente ripagati tutti i sacrifici fatti e le mille situazioni in cui ha pensato di non farcela.
Spetta all’imprenditore progettare un sistema periodico premiante (non stiamo parlando necessariamente di denaro), che incentivi le risorse a modulare le proprie energie ed il proprio impegno per il raggiungimento del traguardo.

Siamo al tuo fianco per raggiungere il successo

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